I Testimoni di Geova hanno modificato la loro posizione riguardo alle trasfusioni di sangue. Ora i membri della comunità possono accettare e donare trasfusioni di globuli rossi, bianchi, plasma e piastrine. Questo cambiamento è stato annunciato nel sesto aggiornamento del corpo direttivo per l'anno "2026 Governing body update number 6", reso pubblico sul sito ufficiale a partire dalla mezzanotte di sabato.
Come riportato da La Stampa, l'annuncio è stato fatto attraverso un video in cui un presentatore discute questioni religiose, citando la lettera di Paolo ai Galati nel Nuovo Testamento: "Ciascuno porterà il proprio fardello". Questo implica che le decisioni future potranno essere prese liberamente e in modo anonimo, senza giudizi da parte degli altri membri della comunità. Si ricorda che con il "cambio d'intendimento numero 2 del marzo '26" è stata consentita l'autotrasfusione. L'annuncio prosegue affermando: "Questo principio si applica anche ai quattro principali componenti del sangue", che costituiscono la maggior parte delle trasfusioni attuali.
Rimane invariata la posizione sulle trasfusioni di sangue proveniente da altri individui, meno comuni in ambito medico. Il divieto si basa su un'interpretazione letterale di alcuni passi delle Sacre Scritture che esortano ad "astenersi dal sangue". Già a marzo, il Corpo Direttivo aveva modificato le norme interne, permettendo ai fedeli di far prelevare e conservare il proprio sangue per eventuali trattamenti futuri, ma solo per uso personale.
Il divieto di ricevere sangue da altri per i Testimoni di Geova risale alla Seconda Guerra Mondiale. Il gruppo AJWRB, che si oppone a questo divieto, ha stimato 33 mila morti dal 1961 al 2016 a causa di questa regola, ma il dato è considerato poco affidabile. In Italia ci sono 250 mila membri della comunità. Secondo la legge, rifiutare un trattamento medico per motivi religiosi è un diritto.
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