Indagine su Tav Napoli-Bari: 20 arresti tra sospette tangenti e sfruttamento lavorativo

L'inchiesta della Guardia di Finanza coinvolge imprenditori e funzionari pubblici. Sono stati esaminati anche la qualità del calcestruzzo e la gestione dei materiali di scavo.

Indagine su Tav Napoli-Bari: 20 arresti tra sospette tangenti e sfruttamento lavorativo

Un'indagine sui lavori della linea Alta Velocità/Alta Capacità Napoli-Bari ha portato all'emissione di venti misure cautelari, tra cui arresti e sospensioni, nei confronti di imprenditori e funzionari pubblici. L'operazione, condotta dalla Guardia di Finanza di Napoli, ipotizza reati come corruzione, sfruttamento lavorativo e fatturazioni false.

Su richiesta della Procura di Napoli è stato disposto anche il sequestro preventivo delle somme ritenute frutto delle presunte attività illecite.

I provvedimenti includono dieci arresti domiciliari, sette obblighi di dimora e presentazione alla polizia giudiziaria — con sospensione dal servizio pubblico in due casi — e tre sospensioni.

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Le verifiche si sono concentrate su cantieri chiave della nuova linea, come quelli delle tratte Napoli-Cancello, Apice-Hirpinia e Frasso Telesino-Telese-San Lorenzo-Vitulano.

Secondo gli investigatori, esisteva una rete di rapporti illeciti tra imprenditori e figure con responsabilità tecniche e amministrative nei cantieri.

Si ipotizza che alcune aziende abbiano ricevuto vantaggi nell'assegnazione e gestione dei contratti, nell'esecuzione dei lavori e nei pagamenti, in cambio di denaro e altri benefici.

Le accuse dovranno essere verificate nelle fasi successive del processo e non rappresentano un'accertata responsabilità.

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Dettagli insoliti emergono dalle modalità di consegna delle presunte tangenti. Durante il periodo natalizio, i finanzieri avrebbero scoperto due pacchi contenenti rispettivamente 10mila e 4mila euro in contanti, nascosti tra panettoni e biscotti.

In un altro caso, un pacco con prodotti caseari conteneva denaro ed era etichettato con la scritta "Durc - regolarità contributiva", per mascherarne il contenuto reale.

Tra i benefici contestati figurano anche un bonifico di 18.300 euro, parte del quale destinato all'acquisto di un appartamento a Roccaraso, e 5mila euro in contanti trovati presso uno degli indagati.

Non solo denaro. L'inchiesta include anche l'uso di una Porsche Macan per una vacanza, un trattore tagliaerba del valore di 3.722 euro, soggiorni, un iPhone, cuffie Bluetooth, un'imbarcazione con skipper e l'assunzione di un familiare. Tra i regali ci sarebbero anche cinque orologi di lusso per un valore totale di 19.900 euro.

Secondo l'accusa, questi beni e servizi sarebbero stati la contropartita per trattamenti favorevoli nella gestione dei contratti e dei pagamenti.

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Un altro aspetto dell'indagine riguarda le condizioni dei lavoratori nei cantieri. A Grottaminarda, gli investigatori avrebbero documentato la situazione di 34 operai egiziani sottoposti a turni di lavoro estremamente pesanti.

I turni variavano tra le dieci e le venti ore, lasciando in alcuni casi solo tre o quattro ore di riposo. Le indagini avrebbero anche rivelato salari inferiori ai minimi contrattuali e presunte violazioni delle norme di sicurezza sul lavoro.

Gli investigatori segnalano anche possibili irregolarità nei permessi di soggiorno e nella documentazione sulla formazione obbligatoria in materia di sicurezza. Questo filone si concentra sulle ipotesi di sfruttamento lavorativo e caporalato.

Link to Verifiche sulla resistenza del calcestruzzoVerifiche sulla resistenza del calcestruzzo

Particolare attenzione è stata data ai materiali utilizzati nelle opere ferroviarie. I carotaggi su alcune strutture non completate avrebbero mostrato, in alcuni casi, valori di resistenza del calcestruzzo inferiori alle specifiche progettuali.

In uno degli accertamenti, i valori registrati erano di 30, 29 e 32 N/mm², portando alla sospensione dei lavori interessati.

Tra le cause considerate ci sono l'aggiunta di acqua, un dosaggio errato degli additivi e anomalie nella preparazione o trasporto del materiale. Questo aspetto è stato giudicato di particolare importanza per la natura delle infrastrutture coinvolte.

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L'inchiesta si estende anche alla gestione dei materiali di scavo. Secondo le indagini, alcuni materiali contenenti tracce di amianto sarebbero stati smaltiti come rifiuti non pericolosi.

Gli investigatori ipotizzano l'esistenza di un sistema di fatture false per generare disponibilità di contante. Parte di queste somme, secondo l'accusa, sarebbe stata usata per le presunte tangenti.

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