Come comunicare il disagio mentale? Un incontro a Cagliari

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Come comunicare il disagio mentale? Un incontro a Cagliari

Come comunicare il disagio mentale? Un incontro a Cagliari

Offrire una formazione specifica sul tema della salute mentale e su come raccontare nel modo migliore la sofferenza psichica, senza cadere in sensazionalismi, stereotipi o semplificazioni dannose. In un contesto in cui il disagio mentale continua a essere accompagnato da pregiudizi e rappresentazioni distorte, il ruolo dell’informazione assume una particolare rilevanza. 

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Da queste riflessioni nasce la necessità di promuovere un appuntamento formativo per chi è a raccontare ogni giorno temi complessi che richiedono competenza, sensibilità e consapevolezza.
E che è alla base dell’incontro promosso da Caritas Sardegna in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti dell’isola in programma domani, 23 giugno a Cagliari. Dalle ore 14 alle 17, nella Sala Benedetto XVI, della Curia Arcivescovile, in via Mons. Cogoni, 9, un incontro per giornalisti, comunicatori e operatori Caritas, dal titolo Comunicare il disagio mentale (ai giornalisti saranno assegnati 5 crediti formativi)

Presenti all’incontro: don Marco Lai, direttore della Caritas diocesana di Cagliari, Roberto Comparetti, delegato regionale Fisc, Maria Luisa Secchi, presidente Ucsi Sardegna, Giuseppe Meloni, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Sardegna, Stefano Arduini, direttore della rivista nazionale VITA, Raffaele Callia, responsabile Servizio Studi e Ricerche Caritas Sardegna, Alessandro Coni, psichiatra direttore del Centro di Salute Mentale Cagliari 1. Coordinerà i lavori il delegato regionale di Caritas Sardegna, don Marco Statzu

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Accanto all’analisi di un corretto linguaggio in riferimento al tema della salute mentale, con esempi pratici di espressioni da evitare e alternative corrette, e con casi reali di buona e cattiva informazione si intende proporre anche una riflessione sull’uso responsabile delle immagini, sul rispetto della privacy e sulle buone prassi nella raccolta di dati e di interviste.

All’interno di Caritas Sardegna ci si è posti una domanda: come raccontare il disagio mentale e come dare voce ai protagonisti per restituire dignità alla persona, facendo leva sulla responsabilità sociale dell’informazione?
E la risposta arriverà nel pomeriggio di martedì – come ricorda una nota di Caritas Sardegna –  attraverso l’esperienza del direttore della rivista nazionale VITA, la stesura di report per i mass-media sul tema del disagio mentale, il racconto quotidiano di storie di fragilità da parte delle Caritas sarde e le esperienze dello psichiatra che ha proposto numerosi progetti per raccontare sul campo le esperienze di socializzazione e di crescita di persone seguite dal Centro di igiene Mentale.

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Ci si soffermerà inoltre sul potere del linguaggio, che può alimentare il pregiudizio e lo stigma, ma anche raccontare il dolore con correttezza, serietà e responsabilità, aprendo spazi di comprensione e intravedendo anche nel buio spiragli di luce e storie di speranza.

L’ultimo magazine di VITA intitolato Disabilità l’inclusione non basta, è dedicato proprio al racconto di quali siano le sfide per una società che riconosce il valore di tutti a partire da convivenza e partecipazione. Grazie a un’inchiesta che, andando oltre la retorica, mostra come non basti essere “buoni”.

DISABILITÀ, L’INCLUSIONE NON BASTA

Il tema – al centro del pomeriggio formativo – richiede da parte dei giornalisti  il massimo impegno nell’adottare la dovuta delicatezza e attenzione, perché dietro ogni storia raccontata ci sono persone fragili che possono essere ulteriormente ferite da parole usate con superficialità. Le parole non sono mai neutrali: possono contribuire a rafforzare etichette e discriminazioni oppure favorire una narrazione più corretta e rispettosa delle persone.

Raccontare il disagio mentale con accuratezza significa contribuire a una maggiore comprensione del fenomeno e favorire una società più attenta alle fragilità e ai percorsi di cura.

In apertura photo by micheile henderson on Unsplash

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