I mercati americani hanno subito un forte calo e il presidente Donald Trump ha prontamente accusato i suoi rivali politici. In un post sui social, ha dichiarato che i Democratici devono "incolpare se stessi" per la caduta di Wall Street. Giovedì 5 novembre, a due giorni dalle elezioni di Midterm, le Borse hanno vissuto una giornata difficile, con vendite concentrate soprattutto sui titoli tecnologici e sulle aziende legate all'intelligenza artificiale. L'S&P 500 ha perso fino al 4,4%, il calo più significativo da aprile 2025. In un aggiornamento successivo, intorno alle 17, l'indice segnava invece una diminuzione del 3,2%: i dati riportati si riferiscono quindi a momenti diversi della giornata.
Il Nasdaq ha subito una perdita fino al 5,5%, mentre il Nasdaq 100, che include i principali titoli non finanziari, ha registrato un calo del 6%. L'indice dei semiconduttori è sceso dell'11% e Nvidia ha perso circa l'8%. Tra le aziende più colpite c'è Tesla, con un calo di oltre il 10%. Le Magnifiche Sette potrebbero perdere complessivamente circa 1.100 miliardi di dollari di capitalizzazione.
Se il ribasso del Nasdaq dovesse continuare, l'indice si avvicinerebbe alla soglia di correzione, definita come una diminuzione di almeno il 10% dal massimo recente.
La causa di questo crollo: gli investitori si chiedono se la vittoria democratica possa portare a nuove normative sull'intelligenza artificiale e a maggiori restrizioni nella costruzione dei data center. Un rallentamento dei progetti potrebbe ridurre gli ordini di chip, server e altre apparecchiature.
Alle preoccupazioni normative si aggiungono così i dubbi sulla crescita delle aziende. Non è comunque previsto un blocco nazionale alla costruzione dei nuovi data center, anche se il nuovo contesto politico potrebbe portare a autorizzazioni più rigide, pause temporanee o trasferimenti dei progetti in altri Stati.
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