«Abbiamo riversato 45 milioni in attività sociali», mi spiega Franco Parasassi, presidente di Fondazione Roma. L’ente filantropico capitolino ha festeggiato sabato scorso i 200 anni della sua storia, dedicando alla Cassa di Risparmio da cui prese le mosse con la Legge Amato, un annullo filatelico speciale, che va già a ruba fra i collezionisti.
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Una parte di questi milioni, sottolinea Parasassi, è legata alle attività continuative della fondazione: «Siamo da sempre una fondazione esecutiva», ricorda, rammentando le molte e qualificate attività in campo socio-sanitario: come il Villaggio Fondazione Roma dove, in regime residenziale, vengono accolte persone colpite da Alzheimer e Parkinson, o come l’Hospice per gli inguaribili col collegato Centro per le cure palliative o, ancora, come l’Irccs Fondazione Bietti, «unico ospedale che si prende cura della vista». E poi ricorda le attività museali, col Polo del Museo del Corso, con le collezioni permanenti di Palazzo Sciarra Colonna, e quelle temporanee del vicino Palazzo Cipolla. «Sono attività continuative», ricorda Parasassi, «che danno risultati anche come sviluppo economico del territorio».

Rendere visita al presidente di Fondazione Roma, nel bellissimo edificio a due passi da Palazzo Chigi e da Montecitorio, accolti col consueto garbo di questo signore, romano dei Colli, appassionato al suo lavoro, rendere visita al presidente Parasassi, dicevo, significa necessariamente parlare anche dello sport, che è una costante dell’impegno di Fondazione degli ultimi anni: dagli interventi al Corviale alla famosa sponsorship della squadra di Montespaccato, club sportivo dilettantistico che significa socialità in quartiere difficile.
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«Lo sport sta diventando una leva importante della nostra azione», mi ricorda, «4,5 milioni di euro negli ultimi due anni sono andati, per promuovere l’inclusione, la non discriminazione, poi abbiamo puntato anche al calcio professionistico, per il suo alto valore simbolico». E ripercorre l’idea del Premio il valore del gioco, nato da un accordo con la Lega di Serie A. «Abbiamo premiato il comportamento disciplinare dei tesserati e dei tifosi», racconta Parasassi, «ma anche quello dei tifosi e ha vinto il Parma, devolvendo 100mila euro a un ente di Terzo settore del territorio»: Emporio Parma.
Osservo, sapendone la juventinità, che non ha vinto “la squadra del presidente”. E lui di rimando, ridendo: «Si ma la Juventus ha ottenuto dei bei voti».
E subito formula che, prima o poi – intanto il Premio ci sarà anche per il prossimo anno – quel logo, del valore del gioco, approdi sulle maglie dei vincitori: «So che ogni centimetro quadrato», dice, «è regolamentato, ma chissà, che prima o poi, non ci si riesca: sarebbe un valore in più per chi la indossa».
Ascolta l’episodio.
Le foto sono dell’ufficio stampa di Fondazione Roma.
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