L’Osteria dell’Agnello non è solo un ristorante nel centro storico di Cremona, ma molto di più. È un progetto che unisce la cucina tradizionale locale con un profondo impegno sociale, soprattutto nei confronti di persone con fragilità e anziani.
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Una realtà messa in piedi lo scorso febbraio dalla cooperativa sociale “Fratelli Tutti”, che dal 2021 ha l’obiettivo di inserire nel mondo del lavoro giovani con disabilità o provenienti da situazioni di marginalità. «L’Osteria dell’Agnello è solo l’ultima delle nostre attività in ordine di apertura», racconta Maria Pia Rosani, vicepresidente della cooperativa “Fratelli Tutti”. «La nostra realtà comprende anche una forneria e un caffè letterario».

La Cooperativa, che si ispira all’omonima enciclica sociale di Papa Francesco, è gestita da don Roberto Musa, cappellano della casa circondariale di Cà del Ferro a Cremona. Un progetto che sta in piedi grazie al lavoro svolto dai dipendenti e dai volontari, che permette per esempio al ristorante di servire un centinaio di pasti al giorno, dal costo di 13 euro l’uno per il menù completo.
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«La Cooperativa conta 10 dipendenti», racconta don Musa, «a cui si aggiungono una ventina di ragazzi con disabilità o fragilità. Solo all’Osteria dell’Agnello abbiamo assunto tre persone che lavorano insieme ai due volontari e a una decina di questi ragazzi». La Cooperativa è un modello per tante realtà di questo tipo.

Un esempio di come un’idea possa svilupparsi concretamente e reggersi anche da un punto di vista economico: «Abbiamo chiuso il bilancio del 2025 con un avanzo in attivo», dice, «attorno ai 15mila euro. Gli ultimi due anni sono stati in pareggio. Per quanto riguarda l’Osteria dell’Agnello, all’inizio ci sono state delle donazioni per l’acquisto di tutte le strumentazioni necessarie per la cucina. Ma le utenze, gli stipendi e l’affitto sono sostenibili economicamente con il lavoro che facciamo».
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Il progetto coinvolge tante famiglie del territorio, in un clima di serenità e inclusione, dove si lavora con in sottofondo il suono dei violini e si mangia circondati dai quadri realizzati dagli ospiti del centro di riabilitazione psichiatrica dell’Asst Cremona: «È un percorso di apprendimento e formazione, che può richiedere del tempo», prosegue Maria Pia Rosani. «I ragazzi imparano a impiattare le portate, a raccontare i piatti del giorno, a relazionarsi coi clienti. In un ambiente tranquillo e non competitivo».

Un elemento distintivo del progetto sarà il servizio di pasti a domicilio rivolto agli anziani della città, che prenderà il via dopo l’estate. Non una semplice consegna, ma una costruzione di relazioni con queste persone. La vicepresidente della Cooperativa racconta come funzionerà concretamente: «I nostri ragazzi, affiancati da altri componenti del gruppo, passeranno di casa in casa per consegnare il box con all’interno il pasto. È in un certo senso anche un modo per mettere insieme diversi tipi di fragilità».

DISABILITÀ, L’INCLUSIONE NON BASTA
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Questo incontro intergenerazionale può essere anche l’occasione per coltivare dei nuovi legami e creare delle nuove amicizie. Ma anche per monitorare quotidianamente la condizione della persona assistita, come il suo stato di salute, l’ordine e la pulizia della casa e l’effettiva assunzione dei medicinali: «L’idea è quella di una grande attenzione per il singolo», aggiunge. «Non vogliamo solo consegnare il pasto e andare via, ma fermarci a parlare con quella persona, interessarci della sua vita. Chiedergli, per esempio, se ha bisogno di una mano, se sta bene, come sono andati gli ultimi esami del sangue».
La solitudine degli anziani nelle città è un tema sempre più presente nelle politiche sociali. I figli sono spesso presi dal lavoro e i nipoti possono essere addirittura all’estero: «Abbiamo intercettato questo bisogno», prosegue, «che a Cremona è meno diffuso che altrove ma comunque c’è. Il freddo in inverno e il caldo in estate scoraggiano gli anziani a uscire di casa e questo li costringe a stare tanto tempo da soli. Consegnare loro un pasto e creare un momento di dialogo durante l’arco della giornata può aiutarli nel sentirsi al centro dell’attenzione di qualcuno. I nostri ragazzi hanno una capacità di creare legami e di portare serenità che mi lascia a volte senza parole».

Le persone anziane potranno chiedere anche menù personalizzati, in base ai propri gusti personali. Le materie prime all’Osteria dell’Agnello sono quasi tutte a km 0 e la cucina punta a valorizzare i prodotti del territorio: «È un menù molto legato alla nostra terra», conclude. «La frutta e la verdura arrivano da agricoltori della zona, così come il latte, i formaggi e le uova».
Nell’immagine in apertura volontari e dipendenti dell’Osteria dell’Agnello – tutte le foto fornite dall’autore
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