“Condannati a fare cose buone”. È il messaggio che accompagna tutti i laboratori Panaté, che opera attraverso una rete di laboratori attivi nelle carceri italiane, sviluppando un sistema costruito insieme alle cooperative sociali dei territori. La società benefit e la cooperativa Solidarietà scs hanno appena inaugurato un laboratorio produttivo all’interno della casa circondariale di Rovigo, dove verrà realizzata una linea di pane e lievitati artigianali sviluppata attraverso il metodo Panaté di abbattimento e rigenerazione, destinata al mercato HoReCa, in un modello che unisce qualità produttiva, formazione professionale e accompagnamento sociale.
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«È questa la filosofia che accompagna da sempre il progetto: dal carcere escono cose buone. Prodotti di qualità destinati al mercato, certamente. Ma soprattutto persone che, attraverso il lavoro, la formazione e una rete di relazioni solide, possono costruire nuove prospettive di autonomia, dignità e futuro», spiega la società, in una nota. Si tratta di un modello ibrido in cui impresa e cooperazione non si sovrappongono, ma integrano competenze complementari. Panaté sviluppa il metodo produttivo, la filiera industriale, le partnership commerciali e istituzionali, l’accesso al mercato. Le cooperative territoriali accompagnano i percorsi delle persone: inserimento lavorativo, monitoraggio educativo, relazioni con il territorio, continuità e supporto oltre il fine pena. È proprio questo equilibrio a rendere il modello replicabile e sostenibile nel tempo.

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Competenze diverse, responsabilità condivise, un obiettivo comune
La cooperativa Solidarietà scs sarà protagonista diretta del progetto di Rovigo, seguendo l’accompagnamento delle persone coinvolte e il radicamento territoriale del laboratorio. Da anni la cooperativa opera nel territorio rodigino sviluppando servizi e percorsi dedicati all’inclusione sociale, alla promozione dell’autonomia e alla costruzione di reti capaci di creare opportunità concrete per le persone più fragili. Il laboratorio di Rovigo nasce proprio da questa alleanza. «Perché nessuna organizzazione, da sola, può affrontare la complessità del reinserimento. Servono competenze diverse, responsabilità condivise e un obiettivo comune: creare opportunità concrete che possano continuare anche oltre il fine pena», prosegue la nota.

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Prossima apertura: Genova
L’apertura di Rovigo rappresenta una nuova tappa nel percorso di crescita di Panaté, che oggi opera già nelle case circondariali di Cuneo, Fossano e Torino insieme alla cooperativa sociale Glievitati, oltre al laboratorio esterno di Magliano Alpi, dove lavorano persone detenute ed ex detenute. Il modello Panaté è, inoltre, attivo nella casa circondariale di Padova insieme alla cooperativa t-Essere Alternative. È prevista una prossima apertura nella casa circondariale di Genova con la cooperativa Emmaus.

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Alleanze tra impresa, cooperazione sociale, istituzioni e mercato
«Ogni nuovo laboratorio nasce dall’incontro con cooperative che conoscono profondamente le persone e i territori», dice Davide Danni, ceo di Panaté. «La nostra società cresce così: costruendo alleanze capaci di trasformare il lavoro in uno strumento concreto di continuità, dignità e futuro. Quando impresa, cooperazione sociale, istituzioni e mercato lavorano insieme, il carcere può diventare un luogo da cui non escono soltanto prodotti di qualità, ma anche persone con nuove opportunità e nuove prospettive».

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Lavoro a 35 persone detenute
A fine 2025, il progetto ha raggiunto l’impiego complessivo di 35 persone detenute, «di cui 12 con contratto di lavoro a tempo determinato. Tre persone, al termine della pena, hanno proseguito il proprio percorso lavorativo all’interno del progetto, contribuendo a un risultato di grande valore, con una percentuale di recidiva pari a zero», continua Danni. «Parallelamente allo sviluppo dell’impatto sociale, abbiamo continuato a rafforzare la sostenibilità economica del modello, ampliando il portafoglio clienti nel segmento b2b e consolidando relazioni commerciali con partner che riconoscono il valore di un prodotto ad alta qualità e ad alto impatto. Questo percorso è essenziale per garantire continuità e scalabilità alle iniziative avviate».

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Un presidio formativo e sociale nel territorio
«Per noi questo laboratorio non è solo un luogo produttivo. È un presidio formativo e sociale che nasce dentro il territorio e che il territorio deve sentire proprio. Le persone hanno bisogno di opportunità concrete, ma soprattutto di contesti capaci di accompagnarle davvero nel tempo», ha affermato Stefano Bolognesi, amministratore cooperativa Solidarietà scs.

«Siamo orgogliosi di sostenere un progetto che fa dell’inclusione sociale e della formazione due valori chiave per generare benefici concreti per le persone e il territorio. L’apertura del nuovo laboratorio all’interno della casa circondariale di Rovigo rappresenta un’importante iniziativa di impatto sociale, capace di offrire opportunità reali di crescita professionale e di reinserimento lavorativo», commenta Luca D’Alba, direttore generale Autogrill Italia (Gruppo Avolta). «In Autogrill crediamo che la collaborazione tra aziende, istituzioni e realtà del Terzo settore sia fondamentale per costruire un domani sempre più inclusivo e sostenibile».
Foto dell’ufficio stampa di Panatè
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