Mattarella al Forum di Cernobbio: «L'Europa deve promuovere un ordine mondiale giusto»

Il presidente della Repubblica inaugura la 52ª edizione del Forum organizzato da TEHA Group, sottolineando l'importanza del ruolo europeo nel contesto globale attuale.

Mattarella al Forum di Cernobbio: «L'Europa deve promuovere un ordine mondiale giusto»

L'Europa non può limitarsi a proteggere le conquiste raggiunte, ma deve prendere l'iniziativa per contribuire a un ordine mondiale giusto e condiviso. Questo è il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, durante l'apertura della 52ª edizione del Forum Lo scenario di oggi e di domani per le strategie competitive a Villa d'Este di Cernobbio, organizzato da TEHA Group.

Nel suo discorso, il capo dello Stato ha indicato l'Unione Europea come un esempio di condivisione della sovranità tra nazioni un tempo rivali, evidenziando il suo ruolo nella promozione di pace, diritti e prosperità.

«L'Unione Europea rappresenta ancora oggi la più straordinaria manifestazione di condivisione della sovranità, sostenuta da valori comuni», ha dichiarato Mattarella, sottolineando che i risultati raggiunti dall'UE sono «indiscutibili» e la sua capacità di attrazione rimane «forte e vitale».

Il presidente ha quindi esortato Bruxelles a svolgere un ruolo più attivo sulla scena mondiale. Ha affermato che il contributo europeo alla costruzione di un sistema internazionale giusto e condiviso è «prezioso» e che «l'Europa deve saper prendere iniziative, piuttosto che limitarsi a difendere il proprio operato».

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Il punto più incisivo del discorso riguarda la crisi del multilateralismo e il ritorno a relazioni internazionali basate principalmente sulla forza.

Mattarella ha descritto l'attuale fase storica come una transizione in cui l'equilibrio precedente è considerato superato, senza che emerga un impegno altrettanto forte nella costruzione di un nuovo assetto.

Il capo dello Stato ha avvertito dei pericoli di una sicurezza perseguita a scapito di altri Paesi: «Il concetto di sicurezza di alcuni si realizzerebbe così a discapito di quella di altri, con una visione coercitiva dell'interdipendenza, che riporta a epoche coloniali, facendo arretrare la storia della civiltà umana».

Secondo Mattarella, le crescenti pressioni sull'ordine multilaterale nato dopo la Seconda guerra mondiale rischiano di sacrificare, in nome di «logiche di corto respiro», i progressi ottenuti in termini di pacificazione, indipendenza ed emancipazione economica e sociale.

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Nel suo discorso, il presidente della Repubblica ha difeso il modello europeo di relazioni internazionali, basato sulla cooperazione e sul reciproco vantaggio, contrapponendolo alla «logica del più forte» e al «profitto di rapina».

Un modello che, secondo Mattarella, si esprime anche nella rete di accordi economici e commerciali stretti dall'Unione con Paesi e organizzazioni di diversi continenti.

Per il capo dello Stato, l'UE deve continuare a sostenere un progetto che integri sviluppo economico, inclusione sociale, tutela ambientale e centralità della persona. L'Unione, ha sottolineato, è «più che mai una necessità impellente» e non deve rinunciare ai valori su cui ha costruito la propria identità.

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Il discorso di Mattarella apre tre giorni di dibattiti a Villa d'Este, dove fino a domenica rappresentanti delle istituzioni, dell'economia, della finanza e delle imprese discuteranno degli effetti dei cambiamenti geopolitici, economici, tecnologici e sociali sulle strategie di Stati e aziende.

Tra i membri del governo sono previsti gli interventi dei vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e dei ministri Adolfo Urso, Giancarlo Giorgetti, Carlo Nordio, Marina Elvira Calderone, Gilberto Pichetto Fratin, Anna Maria Bernini e Paolo Zangrillo. Presenti nel programma anche esponenti delle opposizioni, tra cui Elly Schlein, Giuseppe Conte, Matteo Renzi e Angelo Bonelli.

Nella prima giornata l'attenzione è rivolta in particolare alla competitività italiana e alle sfide europee nel nuovo scenario globale.

Ad aprire i lavori è intervenuto anche il managing partner e amministratore delegato di The European House – Ambrosetti, Valerio De Molli, che ha invitato a superare le visioni esclusivamente pessimistiche sul futuro dell'Unione, definendo l'Europa una «super-potenza gentile»: non debole, ha precisato, ma capace di combinare forza economica e tecnologica, sicurezza, welfare, sostenibilità e tutela della persona.

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